TUNISIA

PASQUA 1999

 

Trapani - Il giorno prima della partenza si decide di mangiare ad una trattoria consigliata da un ragazzo del gruppo (Giorgio). Cibo, posto e prezzo ottimi, da tenere in considerazione per altre occasioni. La trattoria si chiama "Al Solito Posto".

Trapani - Il pranzo e' duranto piu' di tre ore e la cosa migliore in questi casi e passarne altrettante in ozio completo per digerire.Certo il porto di Trapani non e' le Maldive ma in compenso il sole era generoso e caldo.

03.jpg

Trapani - Il bivacco notturno e' stato lasciato alla fantasia delle persone, alcuni hanno preferito l'albergo, altri la tenda mentre noi abbiamo optato per l'amaca.

04.jpg

Trapani - Comunque bisogna dire che la fantasia non manca mai.Alcuni hanno creato addirittura una area di parcheggio davanti alla tenda.

05.jpg

Trapani - Prima della buonanotte ci si racconta ancora un po' di avventure.

06.jpg

Traghetto - Alcuni approfittano delle ore che ci separano dalla Tunisia per un po' di sole.

07.jpg

La Goulette - L'arrivo nel tardo pomeriggio e le formalita' di dogana non ci hanno permesso di fare molti chilometri dopo lo sbarco e ci siamo fermati a La Goulette. Chiaramente qui lo standard dei ristoranti non e' il massimo, ma in compenso lo sono i prezzi.

08.jpg

La Goulette - Il primo campo lo abbiamo fatto in un piccolo spazio vicino al porto e la mattina abbiamo dato fondo alle provviste con la prima colazione in terra d' Africa.

09.jpg

Dougga - Percorriamo i primi Km di asfalto in direzione sud-ovest e ci fermiamo per una visita culturale nel sito archeologico di Dougga, antica cittadina punica del IV secolo a.C. in seguito conquistata dai Romani. Nella foto il teatro (188 d.C.) che poteva ospitare ben 3500 spettatori su 19 ordini di gradini. 

10.jpg

Dougga - La strada che conduce al tempio di Mercurio. 

11.jpg

Dougga - Il tempio di Mercurio.  

12.jpg

Dougga - Ancora un particolare del teatro

13.jpg

Tavolato di Giugurta - Lasciamo Dougga e puntiamo verso sud. Percorriamo ancora asfalto ma il paesaggio ci ripaga egualmente della monotonia di guida. Dopo un centinaio di Km giungiamo in vista del Tavolato di Giugurta ed iniziamo la salita fra rocce e sterrati.

14.jpg

Tavolato di Giugurta - Lasciate le moto e le macchine saliamo in cima al tavolato percorrendo un sentiero fatto di gradini scavati nella roccia.La salita dura circa 5 minuti, ma ne vale la pena.Arrivati in sommita' ci si presenta uno spettacolo emozionante.Una enorme placca di calcare chiaro che si distende a perdita d'occhio, illuminata dai bassi e lunghi raggi del sole oramai calante all'orizzonte. 

15.jpg

Tavolato di Giugurta - Il tavolato e' a circa 1000 metri slm ed e' disseminato di ruderi di antiche abitazioni.Nei pressi di queste si trovano delle enormi vasche di forma rettangolare scavate dall'uomo nella pietra, forse come bacini di cattura delle acque piovane, molto profonde. Quindi se pensate di fare una passeggiata di notte attrezzatevi di lampade e ponete molta attenzione a dove mettete i piedi. 

16.jpg

Tavolato di Giugurta - In questa foto si puo' apprezzare in pieno lo strato di calcare che forma il tavolato, ed e' proprio da questa parete che iniziano i gradini che portano in cima. 

17.jpg

Tavolato di Giugurta - Lasciamo il tavolato l'indomani e ci dirigiamo ancora verso sud in direzione di Kasserine. Anche dopo molti Km la presenza all'orizzonte del tavolato e' presente piu' che mai. 

18.jpg

Durante i trasferimenti su asfalto sono abbastanza frequenti le soste per brevi controlli, ed e' in questi momenti che si puo' approfittare per delle foto o per goderci la bellezza di questi paesaggi sconfinati. 

19.jpg

Bou Jaber - Arriviamo in prossimita' del confine Algerino e ad una posto di blocco militare veniamo fermati.Ci viene negata la possibilita' di proseguire e ci costringono a deviare, perche' la pista che avremmo dovuto percorrere passava troppo vicino all'Algeria. Non ci perdiamo d'animo, facciamo il punto sulla carta e navighiamo con il GPS attraversando una stupenda pineta in direzione di Haidra. 

20.jpg

Haidra - Arrivati ad Haidra, ci fermiamo per ricompattare il gruppo e fare il punto per ricollegarci al giro previsto. Nella sosta ci accorgiamo che la Honda XR di Fabio ha ben 6 raggi rotti ed il cerchio irreparabilmente storto. Decidiamo il da farsi. 

21.jpg

Haidra - Mentre Maurizio e Giuseppe mettono fondo alla loro esperienza per aiutare Fabio, Davide intrattiene un gruppo di ragazzi usciti da scuola con banali ma efficaci giochetti. Maurizio,dopo aver chiesto ad alcuni locali indicazioni per un benzinaio e dopo aver fatto un sopralluogo, decide di accompagnare a gruppi le persone per evitare degli smarrimenti, infatti il benzinaio indicatoci non era altro che una vecchia casa persa nei meandri delle stradine polverose del luogo, e la benzina era stipata addirittura in grossi fusti.

22.jpg

Haidra - Nel frattempo, Giuseppe, ha trovato una soluzione per Fabio: acquista, in un negozietto, dei raggi per un ciclomotore con ruota da 16 pollici e li fa saldare assieme per allungarli. Fatto cio' non rimaneva che montarli, centrare il cerchio e rimontare la gomma, il tutto con un capannello di bambini che spuntavano da ogni parte. L'operazione, nonostante i bambini e il gran caldo, e' andata a buon fine, grazie anche alla precisione di Maurizio nel centraggio del cerchio.Cosi' dopo alcune ore ci siamo potuti rimettere in viaggio senza grandi problemi.  

23.jpg

Ancora una piccola sosta, ma questa volta per una foto della Land Cruiser. 

24.jpg

Arriva la sera e decidiamo di fare il campo dentro un oued (fiume) nei pressi di Sidi Boubaker.

25.jpg

Tamerza - Arriviamo a Tamerza facendo il giro dalle miniere di fosfati che si trovano a circa 50 Km ad ovest di Gafsa.Qui nella foto siamo al trivio tra Algeria, Mides e Tamerza.

26.jpg

Tamerza - Questa zona, piu' nota come Oasi di montagna, si trova a circa 800 metri slm ed e' caratterizzata appunto da una serie di oasi, le piu' famose delle quali sono appunto Tamerza, Mides e Chebika, dalle quali sgorga acqua in abbondanza, formando torrenti e cascate. Queste tre localita' si accomunano per un fatto particolare avvenuto nel 1969, quando dopo piu' di 2 settimane di pioggia un'alluvione ha completamente spazzato via le case di fango tipiche della zona.  

27.jpg

Tamerza - Nella foto il oued che scorre sotto la strada asfaltata che entra a Tamerza. Questo e' il primo approccio per il gruppo con la sabbia. 

28.jpg

Tamerza - Ancora un foto nel oued. 

29.jpg

Tamerza - La cascata di Tamerza, giusta ricompensa dopo ore di moto sotto il sole. 

30.jpg

 Chott el Gharsa - Lasciamo Tamerza e scendiamo a valle in direzione di Chebika. Dall'entrata dell'oasi prendiamo la pista che ci dovrebbe portare, dopo aver costeggiato il confine Algerino, direttamente a Nefta, attraversando lo Chott El Gharsa. Ma proprio in prossimita' del confine, veniamo fermati ad un posto di blocco militare. Dopo i vari controlli dei passaporti e capite le nostre intenzioni di percorrere la pista per Nefta, ci obbligano a deviare verso Tozeur su asfalto e addirittura sotto scorta.

31.jpg

 Chott el Gharsa - La lingua di asfalto che ci portera' a Tozeur, e' abbastanza monotona ma non per tutti. Lo chott e' infatti diviso da quest'ultima, e come mostra eloquentemente la foto, non conviene abbandonarla. 

32.jpg

 Chott el Gharsa - Ben presto arrivano anche gli aiuti oltre che le foto. 

33.jpg

 Chott el Gharsa - Ancora una foto non guasta. 

34.jpg

 Chott el Gharsa - L'avvicinarsi delle zone desertiche e aride viene testimoniato sempre piu' dall'incontro di dromedari al pascolo. 

35.jpg

Hazoua - Dopo un pranzetto ristoratore a Tozeur, ci dirigiamo verso Nefta, per poi proseguire su pista in direzione di Hazoua. Imboccata la pista procediamo alcuni Km su un terreno molto duro e sassoso, per poi fermarci a fare il campo in una zona sabbiosa delimitata da piccole dunette. Prima di cena ne approfittiamo per la manutenzione alle moto.  

36.jpg

Hazoua - La manutenzione, soprattutto delle moto, e' molto importante e va effettuata regolarmente ogni fine giornata, specialmente quando si percorrono piste sterrate.  

37.jpg

Hazoua - Dopo la cena un bel fuoco, una sigaretta e tanti racconti.

38.jpg

Hazoua - L'alba nel deserto..! 

39.jpg

 Hazoua - Riprendiamo la pista in direzione di Bir Roumi. La pista non offre particolari spunti, infatti e' quasi tutto un rettilineo con sali e scendi.

40.jpg

Proseguiamo ancora dritti .....che noia ! 

41.jpg

Cerchiamo di rompere la noia con qualche foto! 

42.jpg

 Bir Roumi - Finalmente arriviamo al bivio per lo chott El Jerid. La foto con il cartello e' quasi un obbligo.

43.jpg

Bir Roumi - Ancora una foto di gruppo. 

44.jpg

La pista ora scorre piu' veloce e in direzione di El Farouar. Poco prima facciamo una piccola deviazione per un luogo dove si possono trovare le rose del deserto, tipiche formazioni cristalline di gesso che assumono appunto la forma di una rosa con i suoi petali.

45.jpg

Dopo la sosta per le rose del deserto riprendiamo l'asfalto che ci condurra' in breve all'imbocco di una pista che attraversa le parte sud dello Chot El Jerid.  

46.jpg

Lo Chott El Jerid e' un immenso lago salato di circa 5000 chilometri quadrati.Durante tutto l'anno rimane praticamente asciutto, anche se sotto la superficie bianca e crostosa si nasconde un infido mixage di acqua, sale e fango. Da Tozeur parte una grande strada rialzata che taglia lo chott da nord a sud. Percorrendo questa lingua asfaltata e' facile imbattersi in miraggi, e se negli ultimi giorni ha piovuto, e' possibile notare ai bordi delle pozze d'acqua di vario colore. Cio' e' dovuto in gran parte dalla presenza di minerali che colorano l'acqua di rosa, rosso, verde.

47.jpg

Imbocchiamo la pista ed e' subito divertimento, bella compatta e liscia.....fossero tutte cosi sembrerebbe di viaggiare sempre in autostrada.  

48.jpg

La pista corre ancora veloce e le moto sfogano tutti i loro cavalli.

49.jpg

 Ci ricongiungiamo con l'asfalto e cogliamo l'occasione per qualche foto.

50.jpg

La pista era talmente veloce che i motociclisti si sono distanziati molto. Qui in foto da sinistra a destra Mario, Giorgio e Maurizio. 

51.jpg

Aspettiamo gli ultimi intenti in qualche rispresa con la videocamera. 

52.jpg

Finalmente a El Farouar e finalmente cibo. Qui Maurizio e Giorgio mentre giocano con l'immancabile gruppetto di bambini. 

53.jpg

Anche qui abbiamo tutti i confort.....ristorante con parcheggio interno!! 

54.jpg

Subito dopo il pranzo ripartiamo ma la moto di Marco non ne vuole sapere di accendersi. Cosi' decidiamo di uscire dal paese per metterci all'ombra a riparare la moto.

55.jpg

 Dopo innumerevoli tentativi e cambio di pezzi, compresa la centralina, la moto ancora e' silenziosa. Si decide pertanto di arrivare a Douz al traino e di lasciare la moto al campeggio di un nostro connazionale, per poi proseguire verso Ksar Ghilane. 

56.jpg

 Arriviamo al campeggio di Douz, posiamo la moto di Marco mentre altri ne approffittano per alcune riparazioni.

57.jpg

Partiamo da Douz e iniziamo la pista verso Ksar Ghilane e dopo alcuni Km facciamo sosta per un bel campo tra le dune. La serata scorre via tranquilla davanti ad un fuoco ed ai soliti racconti, quando viene bruscamente interrotta da una bufera di sabbia. Ci rifugiamo di corsa in tenda cercando di limitare al minimo il fastidio della sabbia che entra da tutte le parti. 

58.jpg

L'indomani mattina veniamo svegliati da un magnifico sole caldo e la colazione abbondante come al solito ci fa' assaporare il piacere della sconfinata liberta' che ci dona il deserto.

59.jpg

E' difficile staccarsi da quel tavolo.....! 

60.jpg

Lo stomaco pieno e la bella giornata rende i nostri amici subito ilari e buffi. 

61.jpg

Alcun'altri invece hanno uno strano alone di luce attorno !! 

62.jpg

 Iniziamo la pista e compare subito la sabbia. Da ora in poi navighiamo con il Gps.

63.jpg

Alcuni passaggi tra le dune. 

64.jpg

I Suzuki in alcuni tratti hanno dovuto dare fondo a tutti i loro cavalli per passare alcuni punti critici. 

65.jpg

 La Toyota invece sembrava essere a suo agio e non ha mai dato segni di cedimento.

66.jpg

Giuseppe e la sua Land Cruiser. 

67.jpg

Un bel passaggio di Giuseppe. 

68.jpg

Ancora dune e ancora passaggi. 

69.jpg

 Una bella panoramica.

70.jpg

Anche le moto hanno il loro bel da fare. 

71.jpg

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo paesaggio. 

72.jpg

 Marco non risparmia certo nel dare gas.

73.jpg

Maurizio in un passaggio da manuale....gas in discesa!!!! 

74.jpg

C'e' solo l'imbarazzo della scelta per passare, ma a quanto pare tutti scelgono la stessa. 

75.jpg

Fabio e la sua XR con ancora i raggi saldati ad Haidra....che lavorone!! 

76.jpg

Massimo.....molto gas ma forse un po' troppo seduto! 

77.jpg

Marco...tranquillo e rilassato. 

78.jpg

Finalmente dopo tante dune arriviamo al fortino nei pressi di Ksar Ghilane. 

79.jpg

 Un visitina per sgranchire le gambe.

80.jpg

Il fortino visto dall'alto. 

81.jpg

Finalmente KSAR GHILANE....! Come rinunciare a un bel bagno in mezzo al deserto. Purtroppo, a questo punto, e' ora di tornare verso nord......fra 2 giorni ci dovremo imbarcare a Tunisi......

83.jpg

......quindi un bel tramonto e' forse il miglior modo per chiudere questa carrellata di foto .....fermiamo qui i nostri ricordi....in attesa della prossima partenza.....Ain'shallah......